inusuale55
Utente mistica
     
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Inviato il 15/2/2010 alle 10:39 |
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l'appello di inusuale
il forum è notevolmente cambiato, ultimamente:
molte di quelle che ne erano le colonne sono ' emigrate ' su FB per loro vari motivi personali..
moltre ragazze e donne nuove hanno preso il loro posto..
e non conoscono la mia difficile storia.
ora io ho pubblicato questo mio primo libro, la copertina del quale è il mio avatar. che si intitola ' IO NON SONO DI QUI '...
costa solo 15 euro più 5 di spese postali..
e si può ordinare direttamente da me tramite pvt
nelle librerie non lo troverete, sarebbe troppo bello, ma c'è mafia in ogni cosa, anche nella cultura, soprattutto quando chi scrive affronta problemi scomodi, come l'omosessulità, la malattia mentale, l'emarginazione, i problemi della famiglia, le differenze politiche e religiose.
nel mio libro si parla di tutto questo, ma racconto la mia ultima lirica, disperata, sfortunata, struggente storia d'amore, che mi ha portato alla morte...
dalla quale sono sfuggita e come la fenice sono risorta dalle mie ceneri.
ma sono invalida e la mia vita è quotidianamente una sofferenza fisica, psichica ed economica..
il forum mi ha aiutato tanto in un'altro mio terribile passaggio, e lo ha fatto gratis..
ora non chiedo oboli, ma vi offro il frutto della mia vita e della mia lotta.
vi offro la mia resurrezione.
vi chiedo di acquistarlo e leggerlo, per aiutarmi e perchè potrebbe aiutare anche voi, dato che dalla sofferenza propria ed altrui c'è sempre da imparare...
grazie a tutte.....
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inusuale55
Utente mistica
     
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| Inviato il 15/2/2010 alle 11:14 |
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quetsa è una recensione del mio libro che verrà pubblicata su di una rivista letteraria
La WLM pubblica l’opera prima
di una sensibile poetessa-pittrice
che indaga a fondo nel dolore
di Guglielmo Colombero
Arianna Amaducci ci guida in un labirinto
di emozioni intense e talvolta contrastanti
in mezzo a fremiti di tenerezza e di passione
«Attimi che scivolano via. Attimi della mia vita che sono un fuoco che consuma i respiri e i sogni, che brucia lacrime asciugate agli occhi insonni. La sua pelle vibra nelle mie vene disseccate come uno schiocco di vento arido che scandisce un tempo allungato di agonie. Vivo di grida acute e silenziose che graffiano l’oceano fino alle fosse». Debuttando nella narrativa con Io non sono di qui (WLM, 2010, pp. 266, € 15,00), romanzo autobiografico pubblicato dall’editore Walter Manzoni, da sempre impegnato nella scoperta di nuovi talenti, l’artista polivalente Arianna Amaducci (dipinge quadri e scrive poesie, racconti e romanzi) affronta i percorsi aspri della solitudine e del dolore, e sa cristallizzare dentro le gocce d'ambra dei ricordi
sentimenti ed emozioni distillate da una sapiente alchimia di parole. Il suo è un incessante nomadismo interiore: inseguire la felicità e sfiorarla senza mai raggiungerla, come una libellula impazzita che ti vola via dalle dita. Aggrapparsi alla vita con i denti, anche quando uno spaventoso vuoto mentale si riempie unicamente della voglia di farla finita, e domare la bestia invisibile che tenta di divorarti dall'interno. E cercare le radici passate di un disagio profondo nella ferita mai rimarginata della morte prematura del padre («Ora so che lui era il cuore della nostra casa e della mia infanzia. La nostra famiglia era finita. Sepolta con lui, al buio e con i ragni»), nello stillicidio quotidiano di umiliazioni inflitte a una bambina
ipersensibile da una madre oppressiva e da un fratello incarognito dalla gelosia («Mio fratello mangiava come un cavallo, ma era magro, e stava crescendo. Quindi il suo piatto era sempre colmo. Io guardavo la mia piccola porzione e soppesavo tutto nel mio cuore. Meno cibo mi veniva concesso, meno amore ricevevo»), nell'innocenza profanata da carezze lascive scaturite dalla penombra satura d'incenso di un confessionale («Sentivo il suo desiderio passare attraverso i buchi della grata. Sentivo i suoi occhi forare il buio. Sentivo una mano malvagia che si impossessava di me. Da allora, il piacere e il dolore si sono mescolati dentro di me. Per sempre»). Sentire di non appartenere a un mondo arido e ostile contaminato dall'impossibilità di
amare, e nonostante questo continuare a sognare di riprendere il volo, come una rondine ferita che dispiega nuovamente le ali.
Un racconto che lascia tracce profonde in chi legge
La prosa vivida e coinvolgente di Arianna Amaducci, autrice di raffinata sensibilità sia figurativa che letteraria (la copertina del libro riproduce un suo dipinto, Leggerezza), racchiude sprazzi di lirismo struggente che illuminano soprattutto la prima parte, che si addentra nella dolorosa rievocazione della sua infanzia tormentata, tratteggiando il suo «gruppo di famiglia in un interno»: un sordido microcosmo piccolo borghese, in cui il perbenismo ipocrita è talmente radicato da stendere una cortina di omertà sulle molestie sessuali subite da Arianna in oratorio, colpevolizzando la vittima e non il carnefice.
«Oggi io sono l’amore che divora. La calura che toglie le forze. Il miasma asfissiante da cui corre lontano chi ho amato e chi amo»: è quasi una sentenza di condanna contro un innocente che Arianna pronuncia contro se stessa, dopo aver ripercorso con impietosa lucidità i sentieri del disagio mentale, sfociati in un paio di occasioni in agghiaccianti episodi di autolesionismo. Emarginata dalla famiglia, divisa fra due amori che incarnano per lei una lacerazione insanabile, capace di slanci passionali incandescenti seguiti da cadute verticali nella più cupa e devastante depressione, Arianna si interroga continuamente sulle radici del proprio malessere. Ma le risposte si contorcono in nuove domande, in altri angosciosi interrogativi irrisolti
che continuano a riecheggiarle nella mente. Il senso di estraneità che pervade il titolo stesso del romanzo è frutto di un’afasia comunicativa, di un grido strozzato che nessuno raccoglie: Arianna non capisce il mondo in cui vive, come un’aliena precipitata sulla terra da un altro pianeta, e il mondo non capisce lei. «Oggi penso che mi manca qualcosa, una connessione, un meccanismo, un enzima, o non so che altro, e questo mi impedisce di capire la realtà, interpretarla e adattarmi a essa». Eppure la vitalità di Arianna è inesauribile, rigenera se stessa nella contemplazione della natura, si sublima in piccoli gesti d’amore verso le creature più fragili e indifese, apparentemente insignificanti, ma che invece racchiudono un inestimabile
valore: il massaggio amorevole che ridona il respiro a un pesce agonizzante, una tenera carezza che infonde calore alla pelle di una bambina cerebrolesa… La rondine, anche se con un’ala spezzata, ama troppo la vita per lasciarsi morire, e una volta guarita torna a librarsi nell’aria. Io non sono di qui ha un pregio raro nel panorama letterario italiano: quello di arricchire interiormente chi lo legge. Anche attraverso quella catarsi lancinante che il grande Carlo Emilio Gadda definì «la cognizione del dolore».
Guglielmo Colombero
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renata_roux
Utente elfica
      

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Città: Torino Umore: spirituale |
| Inviato il 15/2/2010 alle 11:17 |
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Carissima Inu,
io lo sto aspettando ormai il tuo libro e sono veramente contenta di poterlo leggere, ed è assolutamente vero che potrebbe aiutare anche noi, dato che dalla sofferenza propria ed altrui c'è sempre da imparare...
Gustavo Gamna mi ha sempre detto che dalla sofferenza possono nascere grandi cose, che l'amore e la possibilità di dispiegare la propria creatività sono le molle che spingono la persona umana a vivere, a dispiegarsi, ad amare a sua volta.
Ti avevo risposto con un altro post, ma era troppo commerciale e tecnico e ne ho fatto un altro thread, era troppo dissonante con il tuo.
Un bacio cara Inu...  
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Ad Helgoland vi fu un momento in cui io compresi che l' energia era costante rispetto al tempo. Era già tardi nella notte, mi alzai, feci i calcoli e risultarono esatti. Uscii allora sulla scogliera, vidi il sorgere del sole e mi sentii molto felice.
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inusuale55
Utente mistica
     
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Messaggi: 4457 Sesso: femminile
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| Inviato il 15/2/2010 alle 11:45 |
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quote: Originariamente scritto da renata_roux
Carissima Inu,
io lo sto aspettando ormai il tuo libro e sono veramente contenta di poterlo leggere, ed è assolutamente vero che potrebbe aiutare anche noi, dato che dalla sofferenza propria ed altrui c'è sempre da imparare...
Gustavo Gamna mi ha sempre detto che dalla sofferenza possono nascere grandi cose, che l'amore e la possibilità di dispiegare la propria creatività sono le molle che spingono la persona umana a vivere, a dispiegarsi, ad amare a sua volta.
Ti avevo risposto con un altro post, ma era troppo commerciale e tecnico e ne ho fatto un altro thread, era troppo dissonante con il tuo.
Un bacio cara Inu...  
ti adoro, fantastica creatura misteriosa...    
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essenzavaliglia
Utente recidivo
  

Messaggi: 82 Sesso: femminile
Umore: |
| Inviato il 15/2/2010 alle 17:33 |
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Terapie e benessere con la vaniglia Un bagno con l'aggiunta di olio essenziale di vaniglia, ylang-ylang e miele rivitalizza il corpo e la psiche dopo una giornata pesante. Inoltre il profumo esotico dello ylang-ylang stimola la fantasia
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inusuale55
Utente mistica
     
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| Inviato il 15/2/2010 alle 22:29 |
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quote: Originariamente scritto da essenzavaliglia
seguirò il consiglio della tua firma.. mi incuriosisce.. grazie...
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mariposa_libera
Miss Kisses
     

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Inviato il 15/2/2010 alle 23:14 |
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UP UP
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inusuale55
Utente mistica
     
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| Inviato il 16/2/2010 alle 10:15 |
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quote: Originariamente scritto da mariposa_libera
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eveline
Miss Antilope Nera
     

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Umore: zen |
| Inviato il 16/2/2010 alle 10:20 |
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oggi dovrebbe arrivarmi il tuo libro Inu!!!
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inusuale55
Utente mistica
     
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| Inviato il 16/2/2010 alle 11:32 |
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quote: Originariamente scritto da eveline
oggi dovrebbe arrivarmi il tuo libro Inu!!!
arriva arriva!!!!!!    
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